Lean organization e benessere organizzativo, dal dualismo alla sinergia

Le persone al servizio dell'efficienza organizzativa o l'efficienza organizzativa per il benessere delle persone?

Tra gli argomenti più discussi degli ultimi anni in ambito manageriale trovano sicuramente posto l'approccio della lean organization e il concetto di benessere organizzativo. All'apparenza si tratta di due filosofie profondamente diverse: l'una basata sull'ingegneria dei processi, l'altra focalizzata sulla qualità della vita lavorativa, e dunque sulle persone. In realtà, i due approcci sono sinergici tra di loro e la loro applicazione congiunta porta a traguardi di eccellenza a livello mondiale come è per aziende come la Ferrari e la rinnovata FIAT di Marchionne.

 L'approccio della lean organization (organizzazione snella), nato nell'ambito della ricerca dell'efficienza massima nei reparti produttivi, si sta diffondendo oggi alla maggior parte dei processi aziendali, inclusi quelli amministrativi e di back office. Al concetto di lean organization, che ha origine nelle culture giapponesi dei circoli di qualità (Kaizen), fanno riferimento sistemi gestionali evoluti come il SixSigma ed il più globale World Class Manufacturing (WCM), oggi presenti anche nella maggior parte delle imprese industriali e manifatturiere italiane. I principi basilari di tali sistemi poggiano sulla riduzione totale degli sprechi, sia in termini di tempo sia di risorse economiche: in questo senso quindi le aziende manifatturiere devono lavorare con il principio del just-in-time azzerando le scorte di magazzino e le imprese di servizi riducendo al minimo le inefficienze legate a processi amministrativi e burocratici. Tuttavia tale approccio potrebbe evocare un'impostazione decisamente post-fordista dell'organizzazione del lavoro, in cui le persone sono al servizio dell'efficienza organizzativa con mansioni disegnate non per valorizzare competenze ed esperienze, ma per supportare la visione ingegnerizzata dei processi.
In realtà, sistemi evoluti come il WCM hanno ben compreso la centralità degli individui per un'azione organizzativa non solo efficiente, ma anche efficace, che soddisfi dunque sia il cliente esterno che quello interno. Tale ruolo-chiave delle persone consiste nella partecipazione di tutti i lavoratori alla strutturazione di processi e attività nell'ottica della riduzione degli sprechi. Chi meglio di coloro che quotidianamente svolgono le attività in azienda possono individuare il modo per renderle più efficienti? E proprio in quest'ottica la lean organization, nella sua accezione più moderna, poggia sulla partecipazione dei lavoratori alla continua ricerca dell'eccellenza.
Come molti studi dimostrano, la partecipazione alla definizione delle modalità di lavoro genera motivazione e senso di affiliazione, quindi una maggior produttività ed un miglioramento generale del clima organizzativo. Molte realtà, anche locali, che hanno aderito ai principi della lean organization permettono di evidenziare come l'organizzazione snella funziona se i lavoratori vivono situazioni in cui il benessere organizzativo è alto, quindi in cui vengono coinvolti nelle decisioni legate all'attività operativa, in cui la comunicazione orizzontale e verticale viene favorita e supportata, in cui l'attenzione allo sviluppo delle loro competenze sia sempre alta.
Dal seminale contributo di Womack e Jones con il libro del 1991 "La macchina che ha cambiato il mondo" ad oggi, il lean thinking si sta sviluppando dunque anche grazie al matrimonio - vincente - con la cultura del benessere organizzativo in un'ottica della centralità delle persone e del loro sviluppo.