Invecchiamento attivo sul luogo di lavoro: scenari e trend nel panorama europeo

Nel corso dei prossimi decenni l’Unione europea registrerà un aumento della percentuale di lavoratori anziani. Le tendenze demografiche riguardanti la popolazione attiva nell’UE, indicano che la fascia d’età compresa tra 55 e 64 anni aumenterà di circa il 16,2 % (9,9 milioni) tra il 2010 e il 2030, mentre tutte le altre fasce d’età diminuiranno dal 5,4 % (40-54 anni) al 14,9 % (25-39 anni). La conseguenza è un invecchiamento della forza lavoro europea mai visto prima d’ora. In molti paesi i lavoratori anziani costituiscono il 30 % o più della popolazione attiva. 

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Nell’anno 2000 il rapporto pensionati/occupati era di 1:3; la previsione al 2050 è di 1:1. La strategia Europa 2020 si propone di aumentare il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 20 e 64 anni al 75%. A tale scopo, i cittadini europei dovranno lavorare più a lungo. La necessità di mantenere in equilibrio i sistemi di welfare, a fronte dell’aumento delle aspettative di vita e della diminuzione delle entrate contributive dovute alla crisi economica, ha portato tutti i Paesi europei ad aumentare gradualmente l’età pensionabile e ad indagare sul progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa.

I problemi di salute e le malattie croniche a lungo termine aumentano con l’età e  di conseguenza circa il 30% degli uomini e delle donne nella fascia d’età compresa tra 50 e 64 anni necessita di un adeguamento urgente del posto di lavoro allo scopo di prevenire i rischi di pensionamento anticipato e di inabilità al lavoro. I principali problemi di salute sono i disturbi muscolo-scheletrici e mentali. Attualmente, anche la depressione è una delle cause più comuni dell’inabilità al lavoro e del prepensionamento. Con l’avanzare dell’età si riduce la capacità a sostenere un lavoro fisico: la capacità cardiorespiratoria e la forza muscolare diminuiscono di circa l’1-2 % all’anno dopo i 30 anni. La capacità fisica ridotta costituisce un problema principalmente per le occupazioni con un elevato carico di lavoro fisico. Circa il 30% dei lavori in Europa oggi comporta posture di lavoro scorrette, la manipolazione di oggetti pesanti o movimenti ripetitivi. Per ogni età ciascun individuo presenta ampie differenze in termini di capacità funzionale e stato di salute.

Sebbene la salute e la capacità fisica peggiorino, la crescita mentale è l’aspetto positivo dell’invecchiamento. Per esempio, il pensiero strategico, la perspicacia, l’avvedutezza, la saggezza, la capacità di giudizio, la capacità di razionalizzare, il controllo della vita, la percezione olistica e le competenze linguistiche migliorano con l’età. I lavoratori anziani sono inoltre impegnati e dediti al loro lavoro, assumono un comportamento leale verso il loro datore di lavoro e spesso sono meno assenteisti rispetto ad altre fasce di età. Con l’età migliorano anche l’esperienza lavorativa e la gestione della vita. Misurando il rendimento sul luogo di lavoro, alcuni studi hanno dimostrato che l’esperienza lavorativa acquisita compensa il declino di alcuni processi cognitivi di base quali le funzioni della memoria e le capacità psicomotorie.

In sintesi, l’invecchiamento rende i lavoratori anziani migliori e più forti di prima, in vari modi. Pertanto, la partecipazione attiva al mondo del lavoro è un importante fattore positivo che favorisce l’invecchiamento attivo. Ogni generazione ha i suoi punti di forza e di debolezza; i punti di forza dei lavoratori anziani dovrebbero essere individuati meglio e utilizzati affinché questi lavoratori diventino una preziosa risorsa sui luoghi di lavoro. La conduzione di uno stile di vita sano e lo svolgimento di attività ricreative migliorano lo stato di salute e le capacità funzionali. Le reti personali e le interazioni umane influenzano i valori, gli atteggiamenti e la motivazione. Quindi, due fattori esterni al luogo di lavoro incidono sulla capacità lavorativa di una persona migliorando o peggiorando l’equilibrio tra il lavoro e le proprie risorse.

Fonte: Prof. Juhani Ilmarinen, JIC Ltd, Centro di ricerca gerontologica dell’Università di Jyväskylä, Istituto finlandese per la salute sul lavoro (1970-2008)