MOBBING: manifestazione ed effetti di un fenomeno in espansione

Attualmente risultano in aumento forme di patologie lavorative che nascono nei contesti in cui si esercita la propria professione e che si ripercuotono poi nella vita familiare e personale delle persone. Tra queste patologie troviamo quelle derivanti dal fenomeno del Mobbing. Con il termine Mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori. Lo scopo di questi comportamenti può essere vario, ma sempre distruttivo: eliminare un lavoratore divenuto “scomodo”, licenziandolo o inducendolo alle dimissioni volontarie.

Il fenomeno del Mobbing ha assunto risalto soprattutto negli ultimi anni e la diffusione di questo fenomeno in tutti gli ambienti di lavoro ha posto in risalto l’esigenza di intervenire a livello preventivo. La prevenzione, infatti, dovrebbe essere lo strumento principale da adottarsi per evitare che il conflitto quotidiano degeneri in un conflitto mirato.

Il Mobbing si manifesta come un’azione (o una serie di azioni) che si ripete per un lungo periodo di tempo (almeno 6 mesi) quasi sempre in modo sistematico e con uno scopo preciso. Il mobbizzatto viene accerchiato e aggredito intenzionalmente da aggressori che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali diventano sempre più conflittuali  relegando la vittima nell’isolamento e nell’emarginazione.

I dati dimostrano che nel nostro Paese più di 1 milione di lavoratori sono vittime di Mobbing su 31 milioni di occupati. In particolare, il fenomeno sembra avere una maggiore incidenza al nord (65%), tra le donne (52%) e nella pubblica amministrazione (70%). Le categorie più esposte sono gli impiegati (79%), i diplomati (52%) e i laureati (24%). Tra i paesi europei più colpiti: Inghilterra (16.3%), Svezia (10.2%), Francia (9.9%), Irlanda (9.4%), Germania (7.3%) e Italia (4%) (fonte ISPESL).

Il Mobbing può avere effetti devastanti sulla vittima. I soggetti mobbizzati, infatti, mostrano alterazioni dell’equilibrio socio-emotivo (ansia, depressione, ossessioni, fobie, attacchi di panico), alterazioni dell’equilibrio psicofisiologico (cefalea, tachicardia, dolori osteoarticolari, mialgia, oppressione toracica, fame d’aria, disturbi dell’equilibrio, diminuzione della libido) e disturbi a livello comportamentale (anoressia, bulimia, farmacodipendenza, fumo, forme di violenza auto ed etero diretta).

Tuttavia le conseguenze a livello individuale non sono le uniche. Infatti, il Mobbing può avere conseguenze dirette e indirette anche sull’azienda in cui si verifica. Direttamente, l’azienda continua a sostenere economicamente lo stipendio del mobbizzato (ma anche del mobber). Vanno poi considerate le lunghe e ripetute assenze per malattia e la sostituzione del lavoratore che l’azienda deve effettuare per portare a termine il suo lavoro. Tra i costi indiretti, invece, va ricordato che il Mobbing può provocare un sensibile calo della produttività all’interno dell’azienda in cui si verifica. Infatti, la produttività della vittima si riduce notevolmente e si possono registrare cali di prestazione fino all’80%