POLITICHE DI INVECCHIAMENTO ATTIVO: perchè il futuro dei giovani è anche nelle mani degli anziani

Per le società industrializzate il progressivo invecchiamento demografico sarà una delle più grandi sfide economiche e sociali del XXI secolo, dal momento che all’aumento delle aspettative di vita e al calo dei livelli di fertilità verificatisi negli ultimi decenni si aggiungerà il pensionamento dei “baby boomers”, che condurrà a un peggioramento improvviso del rapporto di dipendenza in età avanzata (nell’anno 2000 il rapporto pensionati/occupati era di 1:3; la previsione al 2050 è di 1:1).

La strategia Europa 2020 si propone di aumentare il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 20 e 64 anni al 75%. A tale scopo, i cittadini europei dovranno lavorare più a lungo. La necessità di mantenere in equilibrio i sistemi di welfare, a fronte dell’aumento delle aspettative di vita e della diminuzione delle entrate contributive dovute alla crisi economica, ha portato tutti i Paesi europei ad aumentare gradualmente l’età pensionabile e ad indagare sul progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa.

L’obiettivo di migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro, affinché i lavoratori possano continuare a lavorare anche oltre i 60 anni e andare in pensione in buona salute, può essere raggiunto attraverso la programmazione e la concretizzazione di politiche sistemiche di invecchiamento attivo, quali (elenco non esaustivo):

  • Iniziative di sensibilizzazione e comunicazione riguardanti la necessità di monitorare e gestire l’aspetto della differenza di età;
  • Introduzione di indicatori di monitoraggio age oriented per la rilevazione del clima aziendale;
  • Iniziative di Tutoring e Reverse Tutoring;
  • Politiche di adeguamento dei compiti lavorativi e dell'ambiente di lavoro;
  • Flessibilizzazione dell’orario di lavoro;
  • Attuazione di politiche di uscita graduale dall’azienda per i pensionandi;
  • Formazione dei lavoratori over 50 su competenze soft e competenze tecniche;
  • Formazione alla sicurezza e aggiornamento del  “DVR” e del “protocollo di sorveglianza”  in base all’età dei lavoratori;
  • Adeguata ergonomia di strumenti, apparecchiature e mobili;
  • Mantenimento di buone condizioni ambientali (es. temperatura, illuminazione,..).

Il cambiamento è già iniziato: i governi hanno ridotto la possibilità di andare in pensione anticipatamente e hanno rafforzato le iniziative con cui il mercato incoraggia i lavoratori in età avanzata. Ma l’inefficienza delle pratiche legate alla gestione dell’età sul luogo di lavoro è endemica, occorre tempo per porvi rimedio e necessita del contributo e l’impegno attivo da parte dei datori di lavoro, dei sindacati e degli stessi lavoratori. Le pratiche gestionali devono adattarsi a un mercato del lavoro che invecchia e si restringe, premiando le strategie innovative che mantengono e reintegrano i lavoratori in età avanzata.

Il nostro paese appare ancora in pesante ritardo sulla ricerca e la costruzione di realtà modulate sulle esigenze della sua popolazione anziana. Le politiche per un invecchiamento attivo e di qualità non segnano a sufficienza la nostra agenda politica, mentre è la sopravvivenza stessa del nostro assetto economico-sociale ad imporci un imminente cambio di rotta. Accanto a stanziamenti per l’ammodernamento e la promozione di strutture dedicate all’assistenza agli anziani, serve investire sull’educazione a stili di vita corretti e sulla prevenzione, a partire dalle giovani generazioni. Un paese più sano e più attivo abbassa i costi sanitari legati alle patologie prevenibili e raggiunge livelli maggiori di produttività e soprattutto, di qualità della vita.

Articolo scritto in collaborazione con Andrea Fogazzi

 

Fonti:

http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm

https://osha.europa.eu/it/priority_groups/ageingworkers/index_html

https://osha.europa.eu/it/publications/articles/promoting-active-ageing-in-the-workplace

http://www.newwelfare.org/2005/06/17/l%e2%80%99invecchiamento-attivo-una-politica-centrale-e-prioritaria-per-l%e2%80%99unione-europea/