E-learning, nuova frontiera delle metodologie formative

Articolo scritto da Lara Duci, laureata in Scienze dell'Educazione e della Formazione.

Grazie all’incessante incremento dell’utilizzo di computer con accesso a Internet in tutte le parti del mondo, il XXI secolo è definito l’era delle   tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

La tecnologia, tuttavia, non può essere considerata semplicemente come un prodotto dell’uomo: non è solo l’uomo che agisce creando sempre nuovi strumenti digitali a seconda delle proprie esigenze, ma è anche l’utilizzo di questi strumenti a retroagire sull’uomo, definendo una vera e propria co-evoluzione.
Lo possiamo notare nella vita di tutti i giorni: in pochissimi anni, le TIC hanno modificato il nostro modo di interagire, di comunicare, di pensare noi stessi. Chi prenderebbe più in considerazione oggigiorno di fare ricerche, gestire della contabilità, comunicare con persone lontane, tenersi aggiornato sui fatti del mondo senza utilizzare un computer e/o un collegamento alla Rete?
È innegabile che il rapporto con le tecnologie abbia dei forti riscontri a livello antropologico, socio-culturale e comunicativo. La nuova sfida per i formatori è quella di delineare e fare proprie queste tendenze, sperimentando nuove dimensioni, nuovi percorsi e, soprattutto, nuove metodologie educative.

Da questo punto di vista, un ruolo importante è ricoperto dalla pratica formativa dell’e-learning.
Con e-learning, letteralmente “apprendimento elettronico”, si intende “una metodologia di erogazione, insegnamento e apprendimento che coinvolge sia il prodotto sia il processo formativo” (Liscia, 2004).

Ma andiamo con ordine. La caratteristica principale della metodologia e-learning consiste nella tipologia di prodotto.  Ogni contenuto è messo a disposizione in formato digitale, attraverso un personal computer e l’accesso ad una piattaforma, in modalità sincronica o asincronica.
Tuttavia, l’aspetto che identifica maggiormente l’”apprendimento elettronico” è il processo, ossia la fase relativa alla gestione dell’iter didattico. Erogazione, fruizione, interazione, valutazione, nella modalità e-learning definiscono un nuovo processo educativo: la teledidattica e la possibilità di “formare a distanza”.
I vantaggi didattico-formativi dell’e-learning asincronico sono moltissimi. Ad esempio:

  • l’autonomia garantita al discente nella gestione del proprio tempo;
  • l'autodeterminazione e il monitoraggio del proprio livello di apprendimento, attraverso valutazioni intermedie e finali;
  • l’abbattimento del “tasso di ansia” che potrebbe scaturire nel discente di fronte ad un pubblico “giudicante”;
  • la personalizzazione del proprio percorso formativo;
  • l’interattività dei materiali;
  • la facile reperibilità da qualsiasi dispositivo;
  • la possibilità di coprire agevolmente contenuti nozionistici;
  • l’assistenza a distanza.

Inoltre, l'adozione delle modalità e-learning può diventare rilevante ed economicamente vantaggioso in un contesto di sviluppo aziendale. La modalità di e-learning  serve all'impresa anche per conservare, sviluppare e trasmettere le conoscenze dell'azienda ai dipendenti, aumentando l'efficienza dei processi interni all'organizzazione e, di conseguenza, risparmiando in termini di tempo e denaro.

Esistono anche alcuni svantaggi di questa modalità didattica: non tutti sono esperti nell’utilizzo dei supporti informatici; l’eccessiva indipendenza della gestione dell’iter formativo potrebbe comportare, a lungo andare, la mancanza di utilizzo da parte del formando e, di conseguenza, il “non-apprendimento”; manca di quella personalità fisica, di quell’interazione umana fondamentale nel processo di apprendimento; non è possibile lavorare in gruppo.
Tuttavia, si tratta di limitazioni ampiamente superabili. Saper utilizzare (con più o meno destrezza) i supporti informatici e multimediali è ormai imprescindibile, non solo per quanto riguarda le possibilità educative, ma sia nella sfera lavorativa, sia in quella personale. L’eccessiva autonomia nella gestione delle tempistiche dell’iter didattico che l’e-learning conferisce comporta necessariamente l’importanza di scandire il processo formativo secondo un'agenda, in modo da responsabilizzare formando e formatore al raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati. La mancanza di assistenza, in realtà, non sussiste: infatti, nella modalità di interazione asincronica, il vero valore aggiunto dell'e-learning emerge nei servizi non solo di assistenza tecnica, quanto e soprattutto di tutorship didattico. Il tutorship didattico è un servizio erogato dai formatori autori della lezione in e-learning, impegnati ad offrire supporto di carattere didattico e aiuto nel fronteggiare disagi specifici rispetto a determinati insegnamenti, tematiche o procedure.
Il confronto tipico del lavoro di gruppo, che viene a mancare nella modalità asincronica, essendo questa essenzialmente un lavoro di apprendimento individuale, è recuperata nella modalità sincronica, ossia con la possibilità di comunicare a distanza, attraverso webcam e varie forme di chat, con il solo formatore e/o con gli altri formandi.
Le potenzialità del medium e del nuovo concetto sono dunque innumerevoli e molti utenti le stanno già utilizzando.

La situazione europea ed italiana progredisce ancora lentamente, in compenso sempra essere totale appannaggio della fascia più giovane della popolazione: un’indagine EUROSTAT sull'utilizzo del web nei 27 Paesi membri (“Eurostat Community Survey on ICT usage in households and by individuals”, 2012), ha evidenziato come la partecipazione ai corsi online non sia troppo diffusa (5% della popolazione UE nel suo complesso), anche se in crescita costante. In Italia, in particolare, secondo l’indagine ISTAT “Cittadini e nuove tecnologie” (2011), relativa all’analisi delle motivazioni dell’utilizzo di Internet nel 2010, ha rilevato come - nel periodo - sia aumentata di mezzo punto percentuale la quota di coloro che vi hanno fatto ricorso "per cercare informazioni su attività d'istruzione ovvero su corsi di qualunque tipo" (36% in totale, con un picco del 51% nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni), mentre l'utilizzo "per apprendere" è stata in larghissima misura (72%) prerogativa dei giovani in età 15/24 anni, per i quali ha rappresentato la funzione più diffusa dopo quella della comunicazione via posta elettronica. 

Alla luce di questi dati, si potrebbe sostenere che l’utilizzo e la diffusione, anche in azienda, della modalità e-learning rappresenta la sfida formativa del terzo millennio. Importante sarà incrementare l’interazione tra i due modelli: il primo multimediale, rappresentato dall’e-learning, per facilitare la comprensione e l’apprendimento di contenuti più nozionistici, che nel momento della lezione frontale potrebbero comportare una mancanza di attenzione generalizzata da parte del discente, e il conseguente “non-apprendimento”;  il secondo con la lezione frontale, dove, forte dell’e-learning asincronico in quanto fase preliminare di passaggio di informazioni, si potrà sfruttare appieno il potenziale dell’elemento di contatto umano con il formatore e con i formandi per permettere momenti di interazione, di confronto e di messa in pratica.