La prevenzione del MOBBING

La prevenzione dovrebbe essere lo strumento principale da adottarsi per evitare che il conflitto quotidiano in un’organizzazione degeneri in un conflitto mirato, questo perché l’azione su un caso di Mobbing in pieno svolgimento può risultare abbastanza ardua. L’opera di prevenzione deve essere indirizzata da un lato all’azienda e dall’altro ai singoli lavoratori, con l’obiettivo di impedire che un banale conflitto irrisolto possa diventare un vero caso di Mobbing.

Perché investire in Comunicazione Interna - parte 2

“Comunicare con i collaboratori” richiede un insieme di strumenti dedicati, a maggior ragione oggi in epoca social, dove la pretesa di controllare o indirizzare la percezione che i dipendenti hanno  dell’azienda (ottica tipica del marketing pubblicitario destinato al cliente esterno) deve lasciare il passoadaltre strategie, meno finalizzate alla persuasione e più centrate sull’inclusione. 

VALUTAZIONE STRESS LAVORO-CORRELATO: collaborazione fra Medico competente e Psicologo del lavoro

L’Accordo Quadro Europeo sullo stress nei luoghi di lavoro, recepito nel D.Lgs 81/2008 e dalle indicazioni della CCP del novembre 2010, ha stabilito che lo stress, debba essere adeguatamente valutato e se presente, gestito al fine di preservare la salute del lavoratore.  Una buona pratica di collaborazione fra Medico Competente e Psicologo del Lavoro è stata condotta in un’azienda di servizi operante nella Lombardia orientale.

Perché investire in comunicazione interna: una leva strategica per l’Organizzazione

La situazione è emblematica: un’azienda decide di effettuare un’analisi di clima, o una valutazione stress lavoro-correlato, e molto spesso ciò che emerge, quando gli esiti evidenziano situazioni di rischio o di sofferenza, è un vizio di funzionamento della comunicazione interna, indicato come motivo di stress, di poca organizzazione del lavoro, di relazioni interpersonali insoddisfacenti. Spesso le persone lamentano apertamente scarso e intempestivo passaggio delle informazioni utili al proprio lavoro, assenza di chiarezza sugli obiettivi aziendali o sul funzionamento dei processi, mancanza di collaborazione da parte dei colleghi  e di empatia da parte dei superiori, quando non addirittura totale assenza di leadership.  E’ dunque quella della comunicazione interna l’area nella quale sarebbe opportuno intervenire per contenere l’elemento di rischio che è emerso. Una comunicazione interna disfunzionale, inoltre, è altrettanto spesso, nella percezione dei dipendenti, la principale indiziata nella creazione di un ambiente di lavoro difficile anche quando non è un’indagine strutturata ad indicarlo. Basterebbe curarla un po’ di più- dicono, utilizzando i canali informali- e molti aspetti del lavoro migliorerebbero.

MOBBING: la parola alla giurisprudenza

Articolo scritto da: Francesca Malzani  Ricercatore in Diritto del Lavoro - Cattedra di Gestione del personale sicurezza sul lavoro - Università degli Studi di Brescia

In assenza di una nozione legale di mobbing, la giurisprudenza ha offerto nel tempo una definizione piuttosto dettagliata della fattispecie volta a tutelare la dignità della persona. La norma cui far riferimento è, innanzitutto, l’art. 2087 cod. civ., cardine della disciplina prevenzionistica, letto insieme agli artt. 2 e 32 Cost. e alle altre norme nazionali (l’art. 2103 c.c., gli artt. 13, 15, 16 dello Statuto dei lavoratori, il nuovo diritto antidiscriminatorio) e sovranazionali (Carta di Nizza) che pre­sidiano la dignità dell’individuo nell’ambiente di lavoro.